lunedì 6 agosto 2012

Aria, Terra ed Acqua


Autore: Anna Valchera

3 commenti:

  1. Riccardo Corsini8 agosto 2012 19:41

    Apprezzo il colore del cielo, e lo spettacolo della nuvola, perfettamente esposta, sembra una spuma, una meringa, mi piace anche il giochino di curva che fa la montagna.
    Non si può dire che la fotografia abbia dei difetti, formalmente è perfetta, quello che gli manca è un tocco di emozionalità, magari per te che l'hai scattata, ti ricorda una giornata particolare che ti potrà anche emozionare, ma per chi guarda e non c'era a scattare li' insieme a te, difficilmente riuscirà ad emozionarsi guardando questa immagine, lineare, ben fatta, ma senza sprigionare emozioni.
    Anche i paesaggi hanno il potere di far emozionare le persone, un mio caro amico, ormai passato a miglior vita, colui che mi iniziò alla fotografia una vita fa, mi diceva sempre "Qualsiasi immagine, anche la più banale, se quando la guardi ti sentirai scappare la terra sotto i piedi, vuol dire che è riuscita ad entrare dentro le tue emozioni e tirarle fuori"
    Nel tempo ho variato il termine, oggi dico, "Non è una fotografia che mi fa sobbalzare sulla sedia", un'aggiornamento d'obbligo, visto che le immagini si guardano per lo più stando seduti davanti ad un pc, a quel tempo si guardavano appese ad un leggio, o ad una parete!
    A dirti la verità, se fossi stato al tuo posto, non saprei proprio cosa poter inserire in questa fotografia, per farla salire di grado, direi che rimane una buona foto descrittiva di paesaggio.

    Riccardo

    RispondiElimina
  2. Solo qualche ora fa ho letto questo commento di Riccardo, che non solo condivido interamente, ma che mi dimostra quanto sia importante l' esperienza di tanti anni e una grande passione, per arrivare a certe conclusioni.
    Può una fotografia bella non suscitare emozioni?... Questa è la domanda che ci dobbiamo porre dopo aver letto il commento di cui sopra.
    Certo che può, in particolar modo nella foto del paesaggio.
    Il paesaggio, per emozionare, non deve semplicemente esprimersi attraverso una perfetta documntazione, o per meglio dire, una eccellente descrizione di una parte di esso.
    Il paesaggio, proprio per il rischio di incorrere nella banalità, ha bisogno di essere interpretato ancor più di altri generi di fotografia.
    La differenza che passa tra un fotografo bravissimo che "documenta" ed uno che "interpreta", è la seguente:
    Il fotografo documentatore, per fare una bella fotografia ha bisogno della conoscenza della composizione, ha bisogno di capire l' importanza degli elementi compositivi che avranno il protagonismo nella scena inquadrata, ed ha bisogno di un buon gusto che lo porterà a scegliere il giusto taglio nel giusto formato.
    Un fotografo che interpreta il paesaggio, oltre i requisiti accennati sopra, ha bisogno di altri quattro "ingredienti":
    Cervello creativo, occhio fotografico notevole, cuore e talento.
    Ordunque...
    Mentre il fotografo documentatore ha bisogno di imparare la tecnica (che è il linguaggio della fotografria, quindi indispensabile a prescindere...), il fotografo "interpretatore" ha bisogno di essere dotato un minimo dalla natura, per arrivare a scattare la foto che ti dà un' emozione vera.
    La tecnica si studia, quindi col tempo e le esperienze, s' impara; il talento no, anche se attraverso l' allenamento ti ci puoi avvicinare.
    Detto questo, come si può interpretare un paesaggio con la fotografia?...
    Ci sono molteplici modi per farlo, a partire dalla scelta dell' obiettivo, dove magari la sua focale non corrisponderà propriamente alla visione umana... Lo puoi interpretare attraverso un punto di ripresa anomalo, ma congeniale al risultato finale; lo puoi interpretare con una scelta di soggetti solitamente impensata e ad una loro collocazione azzardata nel fotogramma, ma sempre seguendo la cognizione di causa... Lo puoi interpretare attraverso una poarticolare scelta della messa a fuoco (se totale o selettiva...), ed anche attarverso una sovra o sotto esposizione controllate, oppure attraverso una saturazione più o meno spinta...
    Un altro modo di interpretaree il paesaggio è quello della scelta dell' orario di quando andiamo a scattare; la luce e l' atmosfera sono indispensabili per emozionare col paesaggio; il mattino presto sarebbe l' ideale ma è solo per pochi fotoamatori appassionati che non badano ai sacrifici.
    Insomma, i sistemi per interpretare non mancano, semmai... MANCANO SPESSO LE IDEE PER COORDINARE QUESTI SISTEMI, ecco qual' è il reale problema per le foto che non emozionano; la mancanza delle idee, o per meglio dire, la mancanza della scintillina del genietto che si accende.
    Leggere l' eccellente e sincero commento di Riccardo mi ha stimolato a scrivere questo mio pensiero, ma soprattutto mi viene da ridere se lo confronto ai ridicoli commenti inutili e fuorvianti di Facebook, di Flickr e di altri pericolosi social network. (Pericolosi in riferimento alla fotografia)
    Grazie per l' attenzione

    Adolfo

    RispondiElimina
  3. ok, ho osato troppo nel taglio, decontestualizzando l’immagine, che fa cmq parte di una serie di “ritagli” acquisiti a Castelluccio di Norcia, che il buon Francesco pubblicherà nel corso del mese! Immagine quindi …da infilare nella cartella NUVOLE e utilizzare al bisogno :-)) Cmq grazie a tutti e due per la critica costruttiva e l’apprezzamento tecnico

    RispondiElimina